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ITINERARI TRAPANESI


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Il 24, 25, 26 Luglio 2009 a Trapani, nella singolare e suggestiva location del Mercato storico del pesce si terrà “Stragusto”, la prima festa del cibo da strada del Mediterraneo.
Panelle, arancine, sfincione, ma anche i frutti di mare, le lumache, le focacce, le crespelle, il pane ca meusa, la piadina, la farinata, il kebab, il cuscus: sono tantissime le specialità siciliane, e non solo, che sarà possibile assaggiare e degustare in un itinerario goloso che per tre giorni renderà Trapani la capitale del gusto nel Mediterraneo.

 Itinerari Sicilia: Trapani 
 La Città

Visitare la città di Trapani è come immergersi in diverse epoche storiche. Ogni angolo si caratterizza per monumenti, chiese, palazzi, che raccontano la vita della città nei vari secoli. Il cuore pulsante di Trapani continua ad essere rappresentato dal porto, nel centro storico. Il porto di Trapani ha subito nel tempo diverse modifiche, fino all’ultima con i lavori, tuttora in corso, di rifacimento delle banchine e di adeguamento. L’estrema punta della città è caratterizzata da Torre di Ligny, sede oggi del Museo della Preistoria.

Per raggiungerla si percorre una stretta via, circondata da entrambi i lati dal mare di un azzurro intenso, frequentato in estate da numerosi bagnanti. Poco distante vi è il porto peschereccio, con le barche dei pescatori che continuano a rinnovare una tradizione ed un lavoro che si tramanda da secoli, di padre in figlio. Nella zona del porto peschereccio si possono ammirare il Villino Nasi, recentemente recuperato alla fruizione della collettività e l’ex Lazzaretto, oggi sede della sezione locale della Lega Navale Italiana.

Poco distante, in mezzo al mare, la Colombaia, uno dei simboli della città di Trapani.
Addentrandosi verso il centro storico, si possono ammirare gli antichi palazzi, i monumenti, le chiese di diverse epoche.
Gran parte del centro storico di Trapani è inserito nella zona a traffico limitato. L’accesso alle auto è vietato in numerose vie, che nel tempo hanno assunto il carattere di “salotto” della città: Corso Vittorio Emanuele, l’antica “Loggia”, via Torrearsa, Via Garibaldi. Qui è tutto un susseguirsi di palazzi storici e chiese di notevole pregio artistico: il Palazzo Cavarretta, la Cattedrale, Palazzo Riccio di Morana, Palazzo San Rocco, Palazzo Riccio di San Gioacchino, Palazzo Lucatelli, la Chiesa del Collegio. Poco distante si trova la Chiesa del Purgatorio, in cui sono conservati i sacri Gruppi dei Misteri di Trapani.

Da Via Garibaldi, attraverso una scalinata sulla sinistra si raggiunge la Chiesa di San Domenico con l’annesso convento. Lungo la via Torrearsa si apre Piazza Sant’Agostino con la Chiesa caratterizzata dal prospetto impreziosito da un rosone e la Fontana di Saturno. Proseguendo si giunge in Piazza Scarlatti, nei pressi della quale si trova l’ex Chiesa di San Giacomo, sede attuale della Biblioteca Fardelliana.
Percorrendo Corso Italia si arriva alla Chiesa di San Pietro, che custodisce il prezioso organo opera del palermitano Francesco La Grassa e ci si addentra nel cosiddetto Ghetto, via Della Giudecca e via degli Ebrei, fino al XV secolo abitato dalla comunità ebraica. La parte nord della città è caratterizza dalla Litoranea con la caratteristica Piazza del Mercato del Pesce.

Il Lungomare si estende per alcuni chilometri ed è costeggiato dai resti delle antiche mura della città. Il confine tra la città vecchia e la città nuova è dato da Piazza Vittorio Emanuele. Poco distante, in Piazza Vittorio Veneto, si trova Palazzo d’Alì, sede del Municipio e, di fronte, il Palazzo delle Poste, in stile liberty. Proseguendo si giunge a Villa Margherita, il polmone verde della città, con giganteschi ficus risalenti all’Ottocento.

Piazza Vittorio Emanuele è caratterizzata dalla statua di Vittorio Emanuele II, opera di Giovanni Duprè (1882) e da una grande vasca, costruita nel 1890 con al centro il gruppo scultoreo del Tritone realizzato nel 1950 dal maestro Domenico Li Muli.Superando Piazza Vittorio Emanuele si giunge in via Giovan Battista Fardella, la strada principale della città, ricca di esercizi commerciali e bar. Da qui si può raggiungere la parte nuova della città, Corso Piersanti Mattarella, che conduce fino al territorio del Comune di Erice, via Conte Agostino Pepoli, in cui si ergono la Basilica dell’Annunziata ed il Museo Regionale Pepoli.
PERLE DELLA PROVINCIA  
   
ERICE IL BORGO  
  La cittadina è posta sulla vetta di un monte isolato, all'estremità nord occidentale della Sicilia, e dista 15 km da Trapani.
A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica e nelle giornate limpide è possibile individuare l'Etna all'orizzonte: la città si è affermata ormai come una delle principali mete turistiche siciliane.
Il clima è tipicamente mediterraneo, ma, in considerazione dell'altitudine, è particolarmente freddo in inverno, quando non è insolito che la città e l'intera cima del monte siano avvolti in un fitto strato di nebbia; in estate diventa piacevole, ma è sempre bene portare con sé un maglione.
A Erice ha sede il Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" che, fondato nel 1963, è un importante catalizzatore di iniziative culturali per la città ed è divenuto negli anni un polo di eccellenza nel campo della ricerca scientifica a livello internazionale.
Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio, la cittadina di Erice conserva praticamente intatto il suo centro medievale, perfettamente integrato con la morfologia del monte ed armoniosamente fuso con la splendida natura circostante.
L'impianto urbano ha perfetta forma triangolare ed è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani.

A sud-est dell'abitato si trova il bellissimo giardino del Balio, all'interno del quale svetta il castello Pepoli, costruito in età normanna e largamente modificato nel XIX sec. per essere trasformato in villa.

Risale invece al XII sec. il castello di Venere: una tipica fortezza medievale costruita nell'area ove un tempo doveva sorgere l'antico santuario di Venere Ericina.
Erice accoglie più di sessanta chiese, alcune delle quali documenti architettonici di grande pregio e preziosa testimonianza storica: tra queste la chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano, di San Giovanni Battista.
La chiesa di San Giuliano fu costruita dai normanni intorno all'anno Mille e pesantemente trasformata nel secolo XVII; interessante per la sua facciata di pietra rosa è adibita oggi ad aula conferenze e centro culturale.

La fabbrica di San Giovanni Battista è riconoscibile dalla sua cupola bianca che svetta isolata all'estremità orientale della città; di origine medievale, fu ricostruita nel '600 e conserva intatto il portale gotico d'ingresso.
Tra le chiese primeggia la Matrice, dedicata all'Assunta ed eretta nei primi anni del XIV sec. cui si aggiunse successivamente il protiro gotico davanti allo straordinario portale ogivale.
L'interno è stato abbondantemente rimaneggiato e conserva una Madonna col Bambino in marmo, opera di Domenico Gagini (XV sec.), ed una ancona marmorea cinquecentesca.
Trecentesco è anche il massiccio campanile isolato della chiesa, merlato ed ornato di bifore e monofore, di chiara ispirazione chiaramontana.

Il cuore della città è rappresentato dalla piazza Umberto I°, sulla quale si affaccia il Municipio, che ospita il Museo Cordici.
Nell'atrio del museo si trova l'Annunciazione di Antonello Gagini; all'interno collezioni di monete e opere pittoriche e reperti preistorici, punici e greci, provenienti dalla necropoli ericina. Tra questi la splendida testina di Afrodite (V sec. a.C.).
Di origine mitica, la città (a quei tempi Iruka) fu abitata dagli Elimi, che costruirono la cinta muraria e vi eressero il tempio dedicato al culto di Venere, dea della fecondità e dell'amore.
Alcuni storici identificano gli Elimi con i Sicani, altri sostengono che essi provenissero dalle coste Liguri, altri ancora dall'Anatolia dopo la distruzione di Troia. La città passò alla fine del V sec. ai Cartaginesi e ai Romani con la battaglia delle Egadi (241 a.C.).

Dopo un periodo di decadenza fu ricostruita dagli arabi che la chiamarono Gebel-Hamed e dai normanni per i quali fu Monte San Giuliano.
Nell'antichità Erice fu celebre per il sacro e antico culto pagano di Venere Ericina (Ibla per i Sicani, Astarte per i Cartaginesi, Toruc per i Fenici e poi Afrodite per i Greci e Venere per i Romani) cui era dedicato un tempio dove si praticava la prostituzione sacra.
 
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