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I MISTERI - SETTIMANA SANTA |
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La Processione dei Misteri il Venerdì Santo.
La processione dei Misteri è una delle cose a cui sono più affezionato di Trapani; essa si identifica con i Trapanesi, e i Trapanesi si identificano in essa. Noi trapanesi ce l'abbiamo nel sangue...è una cosa a cui non si potrebbe mai rinunciare. La sua bellezza e il suo fascino...la rendono unica al mondo.
Il venerdi santo di ogni anno, alle 14, la piazza del purgatorio è piena di gente, chi dietro le transenne, chi sopra il palchetto per le foto, chi affacciato dal proprio balcone e chi aspetta nelle vie del tragitto..è un evento da non perdere..18 gruppi scultorei che rappresentano la passione e la morte di Gesù(via crucis) e 2 statue che rappresentano il sepolcro di Cristo e infine la Madonna Addolorata.
Ogni gruppo è rappresentato da un ceto che ne organizza la processione, ed è accompagnato da una banda. I gruppi sono trasportati in spalle dai Massari che con le loro ANNACATE, regalano e mettono in risalto una bellezza particolare e unica.
La processione passa per le vie della città...e il percorso intermedio può variare di anno in anno, fino ad arrivare in Piazza Vittorio per la sosta di riposo e la benedizione del Vescovo. Dopodichè in serata si riparte per la via Fardella, un mare di gente è lì ad ammirare la sua bellezza....
Arrivati solitamente in piazza Martiri d'Ungheria, la processione si scioglie e rimangono solo le statue trasportate sia dai Massari che dai Trapanesi. Qui il fascino della processione aumenta sempre di più: la notte, i trapanesi, i tamburi e i Misteri.
Durante la notte i Misteri percorrono le vie più caratteristiche e belle del centro storico, è stupendo vedere tutta la gente per le strade di notte con il rumore dei tamburi e in particolare delle ciaccole in sottofondo. I Misteri ti passano davanti velocemente tra una sosta e l'altra fino ad arrivare alle Barracche, è l'alba, le processioni si ricompongono, le bande ricominciano a suonare , e tra un'annacata e l'altra viene percorso l'ultimo pezzo del tragitto.
E' sabato mattina, piazza purgatorio si riempie in crescendo, qui uno dei momenti più emozionanti della processione: L'entrata dei Sacri Gruppi nella chiesa del purgatorio.
I misteri entrano ad uno ad uno nella chiesa accompagnati dalle bande, c'è chi piange per l'emozione, chi applaude, chi scatta le fotografie, chi prega e chi riprende il tutto con le telecamere.
Le ultime annacate, il suono delle ciaccole, ancora un altro poco e la processione termina. I consoli dei propri gruppi e i Massari accompagnati dalle bande portano i misteri dentro la chiesa, entrando e uscendo dal portone fino a quando la musica finisce.
Molto emozionante l'entrata della Madonna, la processione sta finendo, le porte si chiudono e la gente se ne va per le strade piene di cera.
Domani è Pasqua e la macchina organizzatrice dei Misteri, ovvero l'UNIONE MAESTRANZE, tra una polemica e l'altra è già al lavoro per la processione dell'anno seguente.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI VAI AL LINK:
http://www.imisteriditrapani.it/

http://www.settimansantatp.net/index.htm

http://www.bandamusicalepaceco.it/home.htm
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PERLE DELLA PROVINCIA |
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ERICE IL BORGO |
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La cittadina è posta sulla vetta di un monte isolato, all'estremità nord occidentale della Sicilia, e dista 15 km da Trapani.
A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica e nelle giornate limpide è possibile individuare l'Etna all'orizzonte: la città si è affermata ormai come una delle principali mete turistiche siciliane.
Il clima è tipicamente mediterraneo, ma, in considerazione dell'altitudine, è particolarmente freddo in inverno, quando non è insolito che la città e l'intera cima del monte siano avvolti in un fitto strato di nebbia; in estate diventa piacevole, ma è sempre bene portare con sé un maglione.
A Erice ha sede il Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" che, fondato nel 1963, è un importante catalizzatore di iniziative culturali per la città ed è divenuto negli anni un polo di eccellenza nel campo della ricerca scientifica a livello internazionale.
Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio, la cittadina di Erice conserva praticamente intatto il suo centro medievale, perfettamente integrato con la morfologia del monte ed armoniosamente fuso con la splendida natura circostante.
L'impianto urbano ha perfetta forma triangolare ed è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani.
A sud-est dell'abitato si trova il bellissimo giardino del Balio, all'interno del quale svetta il castello Pepoli, costruito in età normanna e largamente modificato nel XIX sec. per essere trasformato in villa.
Risale invece al XII sec. il castello di Venere: una tipica fortezza medievale costruita nell'area ove un tempo doveva sorgere l'antico santuario di Venere Ericina.
Erice accoglie più di sessanta chiese, alcune delle quali documenti architettonici di grande pregio e preziosa testimonianza storica: tra queste la chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano, di San Giovanni Battista.
La chiesa di San Giuliano fu costruita dai normanni intorno all'anno Mille e pesantemente trasformata nel secolo XVII; interessante per la sua facciata di pietra rosa è adibita oggi ad aula conferenze e centro culturale.
La fabbrica di San Giovanni Battista è riconoscibile dalla sua cupola bianca che svetta isolata all'estremità orientale della città; di origine medievale, fu ricostruita nel '600 e conserva intatto il portale gotico d'ingresso.
Tra le chiese primeggia la Matrice, dedicata all'Assunta ed eretta nei primi anni del XIV sec. cui si aggiunse successivamente il protiro gotico davanti allo straordinario portale ogivale.
L'interno è stato abbondantemente rimaneggiato e conserva una Madonna col Bambino in marmo, opera di Domenico Gagini (XV sec.), ed una ancona marmorea cinquecentesca.
Trecentesco è anche il massiccio campanile isolato della chiesa, merlato ed ornato di bifore e monofore, di chiara ispirazione chiaramontana.
Il cuore della città è rappresentato dalla piazza Umberto I°, sulla quale si affaccia il Municipio, che ospita il Museo Cordici.
Nell'atrio del museo si trova l'Annunciazione di Antonello Gagini; all'interno collezioni di monete e opere pittoriche e reperti preistorici, punici e greci, provenienti dalla necropoli ericina. Tra questi la splendida testina di Afrodite (V sec. a.C.).
Di origine mitica, la città (a quei tempi Iruka) fu abitata dagli Elimi, che costruirono la cinta muraria e vi eressero il tempio dedicato al culto di Venere, dea della fecondità e dell'amore.
Alcuni storici identificano gli Elimi con i Sicani, altri sostengono che essi provenissero dalle coste Liguri, altri ancora dall'Anatolia dopo la distruzione di Troia. La città passò alla fine del V sec. ai Cartaginesi e ai Romani con la battaglia delle Egadi (241 a.C.).
Dopo un periodo di decadenza fu ricostruita dagli arabi che la chiamarono Gebel-Hamed e dai normanni per i quali fu Monte San Giuliano.
Nell'antichità Erice fu celebre per il sacro e antico culto pagano di Venere Ericina (Ibla per i Sicani, Astarte per i Cartaginesi, Toruc per i Fenici e poi Afrodite per i Greci e Venere per i Romani) cui era dedicato un tempio dove si praticava la prostituzione sacra.
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